Lo Sterminatore d’insetti

Insetti volanti

Lo Sterminatore d’insetti

Insetti volanti

Le larve di zanzara vivono in acque stagnanti e quelle delle mosca in liquami in putrefazione (questo è anche il motivo per cui sono carichi di microrganismi patogeni.)

Mosche

mosca domestica (Musca domestica) adulta ha corte antenne, un torace grigio con quattro strisce longitudinali scure e un addome grigio o giallo con una linea mediana più scura e una chiazza irregolare color giallastro pallido ai margini laterali anteriori.

L’addome è costituito da 8 segmenti nei maschi e 9 segmenti nelle femmine; in queste ultime i primi 5 segmenti sono visibili dall’esterno, mentre gli ultimi 4 segmenti sono normalmente ritratti e si estendono andando a creare l’ovopositore quando la femmina depone le sue uova. Questo permette alle femmine di seppellire le uova diverse millimetri sotto la superficie.

Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Come tutte le mosche (Diptera), anche le mosche domestiche hanno solo un paio di ali: il secondo paio è ridotto a bilancieri, che vengono utilizzati per mantenere la stabilità durante il volo. Le ali sono traslucide e si ripiegano dritte quando sono a riposo.

La mosca domestica è lunga da 4 a 8 mm e in media 6,35 mm.

Zanzare

Le zanzare (Culicidae) sono una famiglia di insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri (sottordine Nematocera, infraordine Culicomorpha). Con circa 3540 specie conosciute, rappresentano il gruppo più numeroso della superfamiglia dei Culicoidea, che include anche altri insetti morfologicamente simili, ma – ad eccezione dei Corethrellidae – incapaci di pungere.

Una caratteristica distintiva dei Culicidi è la presenza, nelle femmine, di un particolare apparato boccale che consente loro di pungere altri animali e prelevarne il sangue. Questo fluido, ricco di proteine, è fondamentale per completare la maturazione delle uova.

La presenza di numerose specie ematofaghe, associate all’uomo e agli animali domestici, rende le zanzare tra i principali vettori di microrganismi patogeni. Per questo motivo i Culicidi rivestono un ruolo di primaria importanza in ambito medico-sanitario.

Zanzara tigre (Ae. albopictus)

DA NON SOTTOVALUTARE!

La zanzara tigre è una specie molto aggressiva, attiva durante il giorno, che alle nostre latitudini colonizza prevalentemente l’ambiente urbano, vivendo quindi a stretto contatto con l’uomo. Bastano pochi focolai di sviluppo attorno alle abitazioni – come piccoli contenitori con acqua stagnante, bidoni per la raccolta dell’acqua piovana, sottovasi, tombini, ecc. – per infestare interi quartieri.

La zanzara tigre è un potenziale vettore di numerose malattie tropicali gravi, come dengue, chikungunya, febbre gialla, ecc., diffuse soprattutto in Africa e Sud America. Può inoltre trasmettere la filariosi canina, una malattia causata da vermi cilindrici (nematodi) appartenenti alla famiglia delle filarie. Queste malattie possono essere trasmesse da uomo a uomo o da animale a uomo tramite la puntura di Aedes albopictus. Il controllo di questa specie invasiva è quindi fondamentale per la salute pubblica.

Nella lotta contro Ae. albopictus è essenziale anche la collaborazione dei cittadini, al fine di prevenire la formazione dei focolai larvali.

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Tarma dei tessuti

Tarma è il nome comunemente utilizzato per indicare alcune specie di lepidotteri appartenenti alla famiglia Tineidae, le cui larve si nutrono di tessuti come lana, seta e anche cotone, oltre ad altre tipologie di sostanze contenenti cheratina. Si nutre talvolta anche di capelli umani e può rifugiarsi negli armadi e cibarsi dei vestiti presenti.

La tignola dei crini (Tineola bisselliella) è considerata la varietà più comune. La sua larva è nuda e fila un poco di seta intorno alle sue provviste di cibo.

La tignola delle pellicce (Tinea pellionella) è meno comune della prima. Questo tipo di tarma è più piccola, e misura tra 0,3 e 0,6 centimetri. È di colore giallo o marrone grigiastro, con macchie marroni più scure sul primo paio di ali, le larve vivono in un involucro fatto con frammenti di seta e tessuti.

La tignola dei tappeti (Trichophaga tapetzella) è un’infestante che vive nelle stesse aree. Essa completa il proprio ciclo vitale in un anno, ma la velocità di sviluppo dipende da temperatura, umidità e disponibilità di cibo. La sua apertura alare è di 14–18 mm. La larva vive in una galleria tortuosa, costruita con frammenti di tappeti e altri tessuti, tenuti insieme da bave seriche.

Il bruco (larva) della tarma è noto per essere un grave infestante. Può trarre il suo nutrimento non solo dai tessuti – in particolare lana – ma anche, come la maggior parte dei bruchi, da molte altre fonti. Le tarme si nutrono di tessuti e fibre naturali; hanno la capacità di trasformare la cheratina, proteina presente in capelli, peli e lana, in cibo. Le tarme preferiscono i tessuti sporchi e sono particolarmente attratte dai tappeti e dai vestiti che contengono sudore umano e residui di altri liquidi. Sono attratte in questi casi non tanto dal cibo ma dall’umidità. Le larve non bevono acqua, di conseguenza deve contenerne il loro cibo.

Tarma del cibo

La Plodia interpunctella, comunemente nota come tignola fasciata del grano o tarma del cibo o tarma della pasta, è un insetto che infesta le farine di cereali, le paste alimentari, la frutta secca, le sostanze organiche animali conservanti, le cariossidi di cereali, ecc.

La larva (13-15 mm di lunghezza) è giallognola

L’adulto è una farfalla che può raggiungere anche 20 mm di apertura alare, le ali anteriori presentano, alla base, una fascia di color crema e nella parte distale una fascia di colore bruno-arancio, separate da una striscia scura.

Psychodidae

Per l’aspetto e il denso rivestimento villoso e per la postura assunta in fase di riposo, gli Psychodidae della sottofamiglia Psychodinae sono spesso chiamati, in inglese, moth flies (“mosche falene”). Gli adulti della sottofamiglia dei Phlebotominae sono invece noti, in italiano con il nome di flebotomi o, in senso esteso, con i nomi di pappataci o serapiche. In inglese ricorrono spesso anche altri nomi comuni associati al comportamento di questi insetti. Ad esempio, gli Psychodinae sono spesso denominati anche filter flies (“mosche dei filtri”), facendo riferimento all’insediamento delle larve nei filtri di depurazione delle acque reflue; i Phlebotominae sono invece comunemente denominati sand flies (“mosche della sabbia”). Quest’ultima denominazione, usata anche per i Ceratopogonidae, si riferisce al fatto che gli adulti dei flebotomi emergono spesso dalla sabbia in seguito allo sfarfallamento dopo essersi sviluppati nella tana di un roditore o di un altro piccolo animale.

La famiglia, morfologicamente eterogenea, presenta diversi caratteri tipici dei nematoceri primitivi, di cui risaltano l’assenza degli ocelli e la complessità della nervatura alare. Gli adulti sono piccoli moscerini di 1-5 mm di lunghezza non in grado di pungere, con corpo ricoperto da squame e setole. La livrea è generalmente bianco-grigiastra o bruno-nerastra.